Luglio 2011 on the road -22-

18-7-11, SANTA MONICA (California): HERE WE ARE

Raggiungere l’oceano al terminal della 66, fissato a furor di popolo sul molo (“pier”) di Santa Monica, significa attraversare tutta l’area metropolitana di Los Angeles, che inizia lì dove, alla buon’ora, finisce l’illimitato (pensate prima del motore a scoppio) monocorde deserto del Mojave. Attrezzatevi più per la traversata di L.A. che per quest’ultimo, per cui beninteso vi sarete garantiti un’auto in buono stato e acqua a bordo. Infatti la megalopoli è immensa, non reca indicazioni stradali di massima, tipo freccione per Santa Monica o semplicemente “mare”; nè naturalmente gli scudi della 66 che ormai ci sono diventati cari. Come già accaduto in altre città medio grandi, qui i tracciati della 66 si frammentano e si moltiplicano; ce n’è uno abbastanza lineare, che passa per Pasadena e aggira un po’, in senso antiorario, l’intera città; ma bisogna conoscerlo. Dunque carta della città e della 66 o, meglio ancora, un software satellitare specifico della Route.

Qui finiscono i miei post tappa per tappa. Affiorano alla mente, oltre a un robusto ma tenero bagaglio di ricordi, alcune considerazioni o note a margine che raccoglierò e vi passerò a breve.
Buon viaggio a chi è in procinto o ha in animo di andare: raccoglierà una varietà e un’intensità di esperienze che, tantopiù oggi, non sono da poco. Ha ragione Linus quando descrive il diagramma degli stati d’animo del viaggiatore-66, che culminano con un inaspettato struggimento quando si è tornati e si è dato tempo alla polvere di depositarsi. E già ci si chiede se si verrà giudicati con sospetto e apprensione dagli amici se, di qui a non molto, si annuncerà un ritorno da quelle parti, magari con un baricentro dell’itinerario che appaia nuovo ma ci dia la possibilità di qualche ripasso qua e là.
Alla prossima.

Mario Conti

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Commenti

Luglio 2011 on the road -22- — 4 commenti

    • Ti ringrazio solo ora dei complimenti; scusami, ma non si ricevono segnalazioni automatiche quando qualcuno risponde a un tuo contributo, ed è facile perdersi qualcosa per strada. Sono contento ma non stupito della (mi sembra) tua soddisfazione per l’esperienza fatta. Proprio in questi giorni ne sto risentendo il sapore perchè (immeritatamente) mi hanno invitato a fare una mostra a Padova di mie foto scattate in quel viaggio; si è inaugurata sabato scorso e presentarla mi ha ravvivato emozioni che sembravano ormai superate.
      Ma è viaggiare per le strade americane che è bello, e rischia di contagiarti (ci sono tornato nel 2012 poco prima di te e ci torneró quest’estate…).
      Ciao, alla prossima.

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