La colonizzazione

La Colonizzazione della California

Nel 1493, poco dopo il ritorno di Colombo dal suo primo viaggio, la questione della colonizzazione del Nuovo Mondo fu posta immediatamente dal Papa Alessandro VI che tracciò arbitrariamente una linea nelle mappe dell’epoca per dividere gli interessi di Spagna e Portogallo e prevenire, se possibile, sanguinose dispute tra le maggiori potenze dell’epoca interessate ad espandersi verso Ovest. Aggiunse inoltre che gli esploratori dovevano sempre essere accompagnati da “uomini abili, esperti e di sicura fede in grado di portare agli indigeni la Fede Cattolica”, in pratica i Missionari. Stabilì inoltre che, pur essendo tutti gli uomini fratelli ed uguali davanti a Dio, i nuovi territori dovevano appartenere prima al Re poi agli abitanti originali.

I primi colonizzatori interpretarono questa regola in modo piuttosto personale, gli indigeni erano considerate creature sub-umane e non avevano percio’ alcun diritto alla proprietà. Il Re di Spagna sfruttò abilmente questa interpretazione per favorire le sue mire di espansione coloniale nel Nuovo Mondo. Carlo V promulgò le “Nuove Leggi” che divennero praticamente le basi della fondazione delle Missioni prima in Messico e poi in California. Gli Indiani, così erano stati chiamati erroneamente da Colombo, avevano il diritto di vivere nelle proprie comunità, potevano scegliere i loro capi ed i loro rappresentanti e nessuno di loro poteva essere considerato schiavo. Però nessun indigeno poteva uscire dal suo villaggio e nessun spagnolo poteva restarci per più di tre giorni e solo se era ammalato o mercante. Gli indigeni dovevano inoltre essere convertiti alla Fede Cattolica. A seguito di queste norme cominciarono a sorgere comunità religiose in Messico e nell’America Centrale.

Anche se strenuamente contrastati dai proprietari terrieri e poco aiutati dal Re e dai suoi rappresentanti locali, i missionari diventarono in breve autosufficienti e costituirono una forte arma per contrastare la ambizione espansionistica delle altre potenze europee. La Corte del re Filippo II divenne ben presto la più ricca d’Europa dopo l’occupazione spagnola delle isole del Pacifico e delle Filippine. I galeoni spagnoli che riportavano le ricchezze dall’Oriente avevano pero’ bisogno di porti sicuri nella costa pacifica del Messico. Fu l’esploratore Vizcaino che scoprì la Baia di Monterrey nel 1602 e per primo descrisse nelle sue memorie la California superiore come la terra del “latte e miele”, ricca dei migliori porti che si poteva desiderare, protetti da tutti i venti oceanici, abbondanza di terra fertile, di legname, acqua e abitata da indiani miti ed amichevoli.

Bisogna ricordare che spesso le descrizioni dei primi esploratori peccavano di eccessivo ottimismo se non altro per valorizzare il loro ingrato lavoro. La scoperta comunque non portò immediati vantaggi alla Spagna, per tutto il secolo successivo l’espansione non andò oltre la bassa California dove i Gesuiti fondarono alcune missioni. Quel potente ordine religioso aveva pero’ regole proprie e si avvaleva anche di un corpo militare autonomo per la sicurezza degli insediamenti, assai poco tollerato dalle autorita’ secolari. Progressivamente i Gesuiti vennero sostituiti in Messico dai Francescani, molto piu’ obbedienti al Re, e iniziarono a estendere le missioni anche nella alta California cooperando con le autorita’ spagnole.

Miguel Joseph Serra nacque il 24 novembre 1713 da una modesta famiglia di contadini di Petra nelle Isole Baleari e ricevette la sua prima educazione nel convento francescano di San Bernardino. Al momento dei voti religiosi prese il nome di Junipero dal discepolo preferito di San Francesco di Assisi.

Poco piu’ tardi il piccolo frate, che non superava il metro e mezzo di altezza ed era destinato a diventare l’Apostolo della California, arrivo’ in Messico dove il governatore Don Gaspar de Pórtola stava preparandosi ad estendere il suo dominio nella California fondando un insieme di missioni sino all’estremo nord. A causa dell’incertezza dei tempi, i soldati ed i frati decisero di dividere la spedizione in cinque parti: tre galeoni e due convogli via terra. Ogni gruppo parti’ in date diverse e Padre Junipero Serra insieme al Governatore Portola fecero il tragitto a dorso di muli.

All’arrivo nella Baia di San Diego dopo il difficile attraversamento dei deserti del nord del Messico, trovarono solo due galeoni con gli equipaggi decimati dallo scorbuto, del terzo non se ne seppe mai nulla. Era il 27 Giugno del 1769. Dopo il primo insediamento nella Baia di San Diego si cominciarono a fondare le missioni sempre piu’ a nord grazie all’opera instancabile di Padre Junipero Serra, la seconda fu San Carlos Borromeo a Carmel nell’Aprile del 1770. In quindici anni Serra fondo’ nove delle 21 missioni, ciascuno ad un giorno di cammino dall’altra, (circa 50 Km) e le collego’ con una strada che chiamo’ “El Camino Real”, la strada del Re. Junipero Serra si occupo’ personalmente della progettazione e della costruzione di ciascuna missione dal suo quartier generale a Carmel.

Spesso viaggio’ a piedi lungo tutta la costa della California per sovrintendere ai lavori delle missioni e consacrarle, i biografi calcolarono che, nonostante sofferente di dolori alle gambe, percorse piu’ di 24.000 miglia solo in California, diverse volte il viaggio di Marco Polo. Il suo motto era “andare sempre avanti e mai guardarsi indietro”.

 

 


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