Turisti e Viaggiatori

Turista e Viaggiatore, i due termini non sono sinonimi ma nemmeno contrari, si tratta di due modi diversi di concepire e vivere il viaggio.

Non sono pero’ due compartimenti stagni, ognuno di noi puo’ essere l’uno o l’altro o anche una delle infinite sfumature che ci stanno in mezzo a seconda dei casi. E nemmeno si puo’ farne una graduatoria di merito, ognuno deve essere se stesso purche’ ne prenda coscienza e non si finga il contrario con il risultato di non divertirsi.
Ma vediamo di approfondire meglio il tema escludendo gli amanti dei villaggi turistici, questi non viaggiano, fanno una vacanza magari bella, rilassante, divertente ma niente a che vedere con il viaggio. Fanno escursioni e tornano in giornata o poco piu’.

Viaggiare non significa andare in alcuni posti e guardarsi attorno, vuol dire invece muoversi tra due posti (a volte tornando all’origine) ma dando piu’ importanza a cio’ che c’e’ in mezzo che alla meta. Paradossalmente per alcuni viaggiatori quest’ultima e’ la parte meno importante del viaggio.

Secondo l’idea che mi sono fatto il Turista e’ una persona che ama viaggiare ma trasportato e guidato, segue un percorso definito e preordinato, vede tutte le cose che gli sono state promesse dal programma e non si occupa di dettagli organizzativi o logistici. Puo’ tranquillamente non conoscere la lingua, gli usi ed i costumi dei paesi che attraversa perche’ e’ sempre filtrato da una guida-interprete, in genere e’ trasportato e non si occupa che saltuariamente dei bagagli. I contatti con la realta’ locale, gli abitanti, sono praticamente nulli se si escludono i membri dell’organizzazione.Il Turista si muove mormalmente in gruppi numerosi.
Il Viaggiatore invece si incarica delle incombenze organizzative, segue un percorso non sempre definito con frequenti deviazioni, cambi e sbagli di itinerario, si fa carico dell’organizzazione logistica anzi spesso lo fa di volta in volta caricando e scaricando bagagli ogni giorno. Generalmente si muove con mezzo proprio o trasporti pubblici e percio’ deve sapersi minimamente districare negli usi e costumi del luogo e ne conosce ragionevolmente la lingua.  Per necessita’ il viaggiatore deve interagire con gli abitanti del luogo, a volte in modo conflittuale ma sempre direttamente. Il Viaggiatore a volte viaggia solo, spesso in coppia, raramente in piccoli gruppi omogenei per carattere e concezione del viaggio che in caso contrario si trasforma in un inferno.

Ma la prima cosa che distingue le due specie si evidenzia ben prima del viaggio, addirittura molto prima di intraprenderlo.

Il Turista e’ ghiotto di depliant, di immagini e descrizioni dei luoghi che vuole visitare, si documenta con guide e paradossalmente conosce quasi tutto cio’ che andra’ a vedere. Vedere e’ infatti il suo obiettivo primario, compra un pacchetto e spunta pignolamente cio’ che gli hanno venduto perche’ non sopporterebbe sentirsi dire da un altro turista che non ha visto quella cosa o quell’altra. Non e’ un atteggiamento meschino o culturalmente povero, non e’ detto, purtroppo pero’ dimentica rapidamente al ritorno cio’ che al momento aveva ritenuto importantissimo ma che non deriva da un suo interesse profondo. Tra tutti quelli che corrono a vedere le piramidi, quanti sono appassionati conoscitori di egittologia ? Pochi, pochissimi, la maggior parte vede dal vero cio’ che era stampato nelle foto e ne ricava una emozione.

Il Viaggiatore invece sceglie di partire seguendo impulsi solo in parte razionali, si innamora di un viaggio prima di conoscerne i dettagli anzi, spesso non li vuole approfondire per non svilire il sogno. Anche nel paese piu’ civilizzato del mondo, l’America per esempio, concepisce e vive il viaggio come avventura, come scoperta di qualche cosa di ignoto con cui misurarsi. Non guarda troppe immagini prima di partire, si dota di cartine un po’ approssimative, si annoia a programmare la logistica, preferisce andare “all’avventura” anche dove non incontrera’ serpenti velenosi e leoni feroci. Il Viaggiatore segue sogni e sensazioni piu’ che itinerari precisi e quindi spesso devia senza una ragione apparente. Il contatto con la realta’ che attraversa lo eccita anche se a volte e’ difficoltoso, il suo rifiuto di  programmare a volte lo sottopone a stress fortissimi e di conseguenza a risse con i compagni. Anche se a volte non e’ vero lui e’ convinto di spendere meno dei turisti, certamente di avere di piu’. Anche fatica pero’.

In ogni caso non si sceglie di essere Turisti o Viaggiatori, si e’ uno dei due e basta, nel bene e nel male.

Io sono sempre stato e sono un Viaggiatore.
Linus

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Favole metropolitane

Le favole sui viaggi in America.

Tutti abbiamo un amico o conoscente che ci ha fatto morire d’invidia per essere riuscito a viaggiare per il mondo “a sbafo”.

Ci racconta mille trucchi ed espedienti facili per ottenere tutto pagando poco o niente. Non perdete il vostro tempo dietro a favole assurde e la prossima volta mandatelo a quel paese.

Elenchiamo solo alcune delle FAVOLE americane ma ce ne sono infinite.

A) TRASPORTARE AUTO da uno stato all’altro e cosi’ viaggiare senza pagare il noleggio, anzi guadagnandoci addirittura qualche cosa.  E’ vero, in America ci sono organizzazioni che fanno questo servizio ai privati o alle aziende che devono trasferire auto da un posto all’altro ma…… Ma bisogna essere CITTADINI AMERICANI dalla fedina penale immacolata, avere una PATENTE AMERICANA con almeno cinque anni senza incidenti o infrazioni di ogni genere, dimostrare che NON SI FUMA E NON SI FA USO DI ALCOOL nemmeno saltuariamente. Un italiano in vacanza che racconta di essersi fatto dare una macchina in questo modo e’ un mentitore incallito, lasciatelo perdere.

B) ACQUISTO e VENDITA dell’auto. Si puo’ fare, io l’ho fatto una volta, ma ci vuole tempo (e un’altra auto) per girare tra i concessionari, pagare l’auto in contanti, immatricolare una targa a proprio nome, procurarsi una patente americana (con la nostra si puo’ solo guidare auto a noleggio), fare le assicurazioni (carissime per i non residenti), sperare che il mezzo non si rompa, trovare da venderlo ad un prezzo ragionevole (visto che avete fretta vi offriranno un tozzo di pane, prendere o lasciare). Se la vostra idea  e’ invece di farvi una vacanza, lasciate perdere.

C) VOLARE GRATIS trasportando documenti per conto delle aziende. Non escludo che questo  tipo di servizio esista ma non lo affidano certo al primo arrivato, non per sfiducia ma…… E poi, se volete un consiglio, non trasportate mai nulla che non sia vostro e della cui natura non siate piu’ che certi. Non scendo in particolari ma certe strane storie le avete lette anche voi sui giornali. Pagatevi il biglietto e andate per i fatti vostri, conviene sempre.

D)……………..c’e sempre qualcuno che la spara grossa. Alla prossima ……gente.

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I nomi delle strade

Una cosa che rischia di confondere il viaggiatore appena mette piede negli USA sono i nomi che contraddistinguono le strade. Tentero’ di fare chiarezza anche se ci sono differenze tra gli stati dell’Est e quelli dell’Ovest e anche motivi storici che non rendono la cosa semplice.

ROUTE.  Nel sistema stradale non ce ne sono piu’, era il termine che definiva le strade a lunga percorrenza prima della riforma degli anno ’50. Ne sopravvivono alcune, la 66 per esempio ma anche la 51, per motivi affettivi ma senza un riferimento preciso alla loro funzione.

HIGHWAY. In generale qualunque strada che collega due o piu’ citta’ passandoci in mezzo con incroci e semafori. A volte piacevole da percorrere ma sicuramente non veloce. La mitica Ventura Highway tra Los Angeles e Ventura e’ stata ormai quasi completamente sostituita dalla US-101 per esempio. Il nome pare derivi dal fatto che il livello stradale era sopraelevato rendendola utilizzabile in qualunque stagione, problema non secondario all’epoca.

EXPRESSWAY.  E’ una Highway che pero’ ha svincoli di uscita, rari semafori e quindi la si percorre con maggior velocita’ e sicurezza. Spesso i due termini definiscono parti della stessa strada

PARKWAY.  E’ un termine diciamo “pubblicitario”, definisce una strada che attraversa zone  naturalistiche con parcheggi per la sosta al centro appure ai bordi.

FREEWAY. Il termine ebbe origine negli stati del West in polemica con quelli dell’Est che avevano istituito un pedaggio su molte strade a piu’ corsie e di grande percorrenza. Si intedeva enfatizzare il fatto che invece ad Ovest le strade erano gratuite e questo era uno dei vantaggi per migrare. Niente succede per niente in America. Sono strade a grande percorrenza con uscite limitate e molte corsie, anche 6 per lato.

INTERSTATE HIGHWAY. Sono il risultato dell’ultima riforna risalente alla meta’ del secolo scorso e rappresentano le arterie principali del sistema di trasporto americano. Sono dotate di uscite a svincolo, 2, 3 e anche 4 corsie per lato, non attraversano le citta’ e nemmeno i paesi seguendo percorsi spesso lontani dalle precedenti Highways. La I-40 fu la Interstate che decreto’ la fine della 66 inaridendo il flusso di traffico che ne alimentava i paesi.

TOLL ROAD. Sono strade a pedaggio come le nostre autostrade ma molto meno care. Se ne trovano in aree urbane molto congestionate e servono a chi ha fretta e vuole pagare per fare prima. Praticamente le troverete a Chicago uscendo dalla citta’ e poi praticamente mai piu’. Credo che ce ne sia una sola in California, un breve tratto tra Los Angeles e San Diego.

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Ma quanto mi costi ??

 

Con il dollaro che va sulle montagne russe e’ difficile fare quotazioni in  Euro, fate voi la moltiplicazione. 

Dunque vi serve un passaggio aereo (a testa), un’auto (max 4 persone, meglio 2), alloggio (2-3 per stanza), cibo e bevande ( a testa se non siete a dieta), varie ed eventuali (non sottovalutate questa voce !!!!)

Un volo dall’Italia a Chicago con ritorno da Los Angeles costa 700-1500 Euro (andata e ritorno), un po’ di piu’ in Agosto, molto meno tra Ottobre e fine Maggio.

Una auto comoda (tipo Intermediate) costa apparentmente poco piu’ di 200 $ alla settimana ma tra assicurazioni aggiuntive (per carita’ non lesinate CDW LDW e PPI), tasse aeroportuali, federali, statali e locali, annessi e connessi si arriva al doppio. Chicago e’ la piazza piu’ cara dopo New York, tanto per cominciare a capire come funziona il gioco della domanda e offerta da quelle parti. Poi c’e’ il balzello chiamato Drop-Off Charge se si lascia la macchina in un posto diverso da quello dove la si e’ ritirata, almeno 500 $ tra Illinois e California. La benzina 2 – 2,5 $ ogni quattro litri e le auto fanno piu’ o meno 10 Km/litro se non avete il piede pesante.

Un Motel (tipo Motel6 per intenderci) costa da 60 a 90 $ per notte, ci possono stare 2 o 3 persone comode o di piu’ se non amate la privacy. Si trovano motel anche piu’ economici lungo la strada ma dategli prima una controllata, nessuno regala in America. A Las Vegas si alloggia in lussuosi Hotel per la stessa cifra ma attenzione perche’ il Venerdi’ e il Sabato i prezzi triplicano almeno. Programmate bene il percorso. Prenotate sempre per non passare la serata a cercare l’alloggio con i compagni di viaggi stanchi e inferociti. Basta chiamare i numeri verdi delle catene Motel 6 o Motel 8 oppure Hilton e tutti sono felici e contenti.

Steak House a profusione e locali dove si cena abbondantemente con poco piu’ di 20 $ a bocca. Lasciate perdere i ristoranti che si fanno chiamare Italiani ed il vino e’ un lusso inutile e non ne vale la pena. Attenzione a non bere alcoolici quando si guida, in molti stati c’e’ l’arresto immediato per questo reato. Molte assicurazioni non vi coprono se siete oltre i limiti di alcool nel sangue e spesso basta solo un bicchiere. Non ci scherzate perche’ da quelle parti loro non scherzano.

Gadgets e chincaglierie varie. Tutto cio’ che trovate in America c’e’ anche da noi ad un prezzo spesso migliore, credetemi. Limitatevi ai souvenir piccoli e poco costosi, non fate investimenti in elettronica, i modelli che trovate sono spesso garantiti con difficolta’ dagli importatori europei. Con il dollaro che ci ritroviamo e’ possibile fare affari ma valutate bene. Date un’occhiata ai vari Outlet Store che trovate lungo la strda, l’abbigliamento in effettin on costa poi tanto specialmente Jeans che loro considerano per nulla eleganti. Sono comunque affari vostri ma se qualcuno si fa prendere la mano dovrete comprare anche valigie supplementari che poi non vi caricheranno sull’aereo gratis. Occhio !

Il Rimborso delle Tasse sui prodotti acquistati che qualche venditore puo’ garantirvi e’ puramente teorico. C’e’ un limite minimo molto alto e poi vi costringere a perdere ore in aeroporto riempiendo moduli incomprensibili. Lasciate perdere.

Bene, adesso fate i conti e rompete il salvadanaio……

BUON VIAGGIO !!!!

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Tasse e mance…

Approfondiamo il tema dei costi sicuramente non secondario per chi progetta il suo viaggio.

LE TASSE SUL CONSUMO

Negli Stati Uniti tutti i tutti i prezzi esposti negli ipermercati, motel, ristoranti e quant’altro sono privi di tasse che vengono puntualmente aggiunte al momento del pagamento alla cassa. Non e’ una furbizia ma una abitudine consolidata nel 99% dei casi e stabilita dalla legge.

Questo deriva dal tipo di tassazione americana sui consumi, molto di versa da quella europea alla quale siamo abituati. Per loro non esiste l’IVA che da noi incide spesso dal 10 al 20 % e senza che noi ce ne rendiamo sempre conto, mentre un americano ha una percezione quotidiana delle tasse che paga sui consumi. Quindi non stupitevi se quello che sembra costarvi 100 al momento di pagare diventa 110 o anche 120.

Ma la cosa e’ ancora piu’ curiosa e difficilmente comprensibile per noi e’ il fatto che lo stesso bene e’ tassato diversamente ed anche di molto, da luogo a luogo che magari distano poche decine di miglia.

Gli Stati Uniti, come dice il nome stesso, sono una Federazione di stati che conservano poteri e prerogative specifiche e le tasse sono un aspetto importante della loro autonomia.

Su ogni prodotto si paga dunque una TASSA FEDERALE uguale dovunque che a seconda dei prodotti puo’ andare dal 3% al 7%.

Ogni stato aggiunge una aliquota sua (TASSA STATALE) piu’ meno della stessa dimensione ma a volte anche piu’ bassa in funzione del gettito che si prefigge ed e’ uguale in tutte le Contee di quello stato.

Ma non e’ finita, vi piacerebbe ! Ogni Contea, che equivale un po’ alla nostra Provincia, ha facolta’ e se ne avvale, di esigere una sua tassa detta TASSA LOCALE che e’ estremamente variabile ma inferiore in genere alle precedenti. Poi ci sono tasse speciali e temporanee (TASSA SPECIALE) legate a spese eccezionali tipo la costruzione di scuole, asili o altro che incidono pero’ molto poco ma ci sono.

Quando andate alla cassa vi trovate a pagare un importo maggiorato rispetto a quello scritto sul cartellino della percentuale delle tasse Federali + Statali + Locali + Speciali e non fate finta di stupirvi, e’ la legge. A Chicago si arriva ad un totale intorno al 20% ma lungo la strada difficilmente supererete il 10%. La nostra IVA resta imbattibile ed oltretutto non ce lo dicono nemmeno in chiaro.

LE MANCE (TIPS)

Altra cosa che non entra in testa ai viaggiatori italiani e’ che nei Ristoranti o anche nei Caffe’ nei quali si viene serviti (non da McDonald) si deve aggiungere al conto la MANCIA, ovvero il pagamento del servizio. Non e’ una donazione facoltativa alla cameriera simpatica che ci ha servito benissimo, nossignori, e’ il pagamento del personale che serve nel locale e percio’ e’ una cifra DOVUTA. Si puo’ solo giovcare sulla percentuale che comunque non puo’ essere inferiore al 10% se ci si e’ sentiti trattati male e arrivare anche al 20% nel caso opposto.

Quello che bisogna capire bene e’ che storicamente i camerieri non sono pagati dal locale nel quale lavorano ma sono in qualche modo lavoratori autonomi pagati dal cliente. A volte percepiscono un piccolo stipendio fisso ma quello che portano a casa a fine settimana e’ cio’ che si sono guadagnati trattando bene i clienti del locale, insomma tra loro ed il proprietario c’e’ un rapporto non di dipendenza ma di collaborazione.

Se non lasciate nulla di mancia non solo non fate guadagnare il pane a chi vi ha servito ma paradossalmente gli procurate una perdita perche’ lui e’ tassato a forfait intorno all’ 8% del fatturato del locale (Entrata Stimata). Quindi lui paga le tasse su importi non incassati, ci rimette  e si arrabbia molto.

Quindi ogni volta che uscite a pranzo od a cena calcolate sempre che vi costera’ il 10%-15% in piu’ di quanto avete calcolato dal menu’. Potete aggiungere il Tip anche nella ricevuta della carta di credito evitando cosi’ di tirare fuori cash se preferite, ma non fate i furbi, danneggereste una persona che lavora e che certamente non nuota nell’oro.

Let’s go West !

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