{"id":1852,"date":"2021-04-05T08:54:58","date_gmt":"2021-04-05T06:54:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/?p=1852"},"modified":"2021-05-07T00:40:26","modified_gmt":"2021-05-06T22:40:26","slug":"1852","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/2021\/04\/05\/1852\/","title":{"rendered":"I Distributori"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"400\" data-attachment-id=\"1947\" data-permalink=\"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/r66gs02\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/r66gs02.jpg\" data-orig-size=\"604,400\" data-comments-opened=\"1\" data-image-title=\"r66gs02\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/r66gs02.jpg\" src=\"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/r66gs02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1947\" srcset=\"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/r66gs02.jpg 604w, https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/r66gs02-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le stazioni di servizio<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-normal-font-size wp-block-paragraph\"><strong>La struttura delle stazioni di servizio lungo la Route 66 si modifico\u2019 negli anni per adattarsi alle diverse esigenze della clientela ed alle strategie di marketing delle compagnie petrolifere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Queste ultime svilupparono i loro prototipi in installazioni campione e poi estesero la tipologia scelta in tutti gli angoli del paese contribuendo cosi\u2019 ancora di piu\u2019 alla sua totale omologazione. La filosofia corrente era che le stazioni di servizio dovevano essere immediatamente ed inequivocabilmente identificabili come distributori di carburanti e con le insegne della compagnia ben in vista, sia per attirare i clienti che per rassicurarli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo provoco\u2019 la nascita di strutture delle piu\u2019 varie fogge e colori ma in fondo molto simili tra loro negli stessi anni. Comunque il tipo fatto a casetta con tettoia fu prevalente finche\u2019 le stazioni di servizio non cominciarono a vendere altri prodotti come gomme, batterie ed accessori vari ed a riparare anche le auto come negli anni della Grande Depressione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lungo il percorso della Route 66 si potevano trovare esempi di tutti questi stili, la casetta, la casetta con tettoia e anche con il garage per le riparazioni, fino al 1970 quando il prezzo della benzina aumento\u2019 improvvisamente e mise fuori mercato anche le ultime stazioni di servizio costruite nel decennio precedente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le prime strutture per la distribuzione della benzina furono le pompe a caduta a fianco della strada ma quasi tutte erano gia\u2019 scomparse negli anni \u201920. Nel 1915 erano state introdotte quelle a pompaggio manuale e con il serbatoio interrato che si trovavano sui marciapiedi davanti ai negozi di alimentari che cominciarono a vendere anche benzina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Originariamente il carburante veniva venduto nei Drug Store dentro piccole taniche che servivano per riempire il serbatoio, le nuove pompe rappresentarono un grande progresso anche in termini di sicurezza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 1920 una ordinanza dei vigili del fuoco decreto\u2019 la definitiva scomparsa dei primi distributori che sopravvissero ancora per poco nelle campagne.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mentre le pompe originali sono ormai solo nei musei, si possono ancora incontrare distributori che risalgono ai primi anni della Route 66, spesso costruiti con uno stile che richiama le case circostanti come il Funk\u2019s Grove County Store in Illinois ed il Budville Trading Company in New Mexico. Questa particolarita\u2019 deriva dal fatto che gli edifici originali erano nati per altri scopi e solo in un secondo tempo furono adibiti alla vendita di benzina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tutti i punti di rifornimenti nei primi anni del secolo si trovavano sul ciglio della strada mentre i primi distributori Drive-In indipendenti introdussero notevoli innovazioni. Prima del 1915 solo pochi automobilisti usavano l\u2019auto quando il tempo era inclemente poiche\u2019 si trattava di mezzi scoperti. Cosi\u2019 le macchine venivano riposte d\u2019inverno e la vendita di benzina era un affare stagionale, 6 \u2013 8 mesi all\u2019anno e comunque poco lucroso. L\u2019avvento di auto chiuse, utilizzabili praticamente tutto l\u2019anno, fece diventare il carburante un prodotto appetibile ed al quale dedicare apposite strutture, specificatamente adattate alle funzioni da svolgere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosi\u2019 nacquero i distributori come li conosciamo oggi, un\u2019area dedicata fuori dalla sede stradale e con le caratteristiche rampe di accesso. Originariamente i distributori non furono molto diversi dalle rivendite di legname o carbone con strade di ingresso fangose o ghiaiate. I simboli delle compagnie petrolifere che ancora oggi richiamano la pompa della benzina derivano da quel periodo nel quale non era facile capire dove poter rifornirsi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo il 1920 le compagnie petrolifere trasferirono i loro punti vendita alla periferia delle citta\u2019, infatti la necessita\u2019 di spazio era diventata impellente ed il costo del terreno importante. Per lo piu\u2019 acquistarono i lotti all\u2019incrocio delle strade in modo da avere l\u2019accesso da due parti. Lo sviluppo delle citta\u2019 presto inglobo\u2019 queste aree nel tessuto urbano cosi\u2019 i distributori furono obbligati ad assumere un aspetto gradevole o almeno accettabile, consono al quartiere nel quale si trovavano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le societa\u2019 studiarono stili che, senza ridurre la funzionalita\u2019 e la riconoscibilita\u2019 della stazione di servizio, la rendessero gradita ed accettabile dal vicinato. I piu\u2019 comuni erano cottage con a volte tetto spiovente o a cupola, finestre all\u2019inglese e finiture tese a richiamare gli edifici federali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Percorrendo la Route 66 si possono vedere esempi di tutta l\u2019evoluzione dei distributori, dai piu\u2019 semplici a Phelps in Missouri, a McLean, in Texas ed in Oklahoma, ai piu\u2019 sofisticati come a Chandler sempre in Oklahoma.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anche se loro funzione base rimane quella di vendere benzina le stazioni di servizio vollero assomigliare sempre di piu\u2019 a case per amalgamarsi con l\u2019ambiente circostante. Spesso l\u2019aggiunta di una tettoia volle simulare la veranda delle case vittoriane.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo il 1925 in molti distributori divenne possibile anche lavare la macchina, questo obbligo\u2019 i gestori ad asfaltare l\u2019area e le rampe di accesso e spesso anche a rialzare il terreno in modo da permettere il drenaggio dell\u2019acqua. Volendo prestare gli stessi servizi anche d\u2019inverno cominciarono ad apparire coperture prefabbricate mobili o no. In pratica negli anni \u201930 l\u2019edificio principale delle stazioni di servizio era quasi sempre affiancato da due box, uno per il lavaggio e l\u2019altro per il cambio dell\u2019olio e la manutenzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Notevole e\u2019 l\u2019esempio che si trova ancora ad Afton, Oklahoma, con originali decorazioni in stucco.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Depressione provoco\u2019 inoltre notevoli cambiamenti nell\u2019aspetto e nell\u2019organizzazione delle stazioni di servizio. Per contrastare la diminuzione nella vendita della benzina provocato dalla crisi economica, molte compagnie si videro costrette ad ampliare il numero dei prodotti offerti ed a predisporre ampie vetrine per l\u2019esposizione di gomme,. batterie e accessori vari alla clientela di passaggio. L\u2019originale punto vendita del carburante si venne arricchendo sempre piu\u2019 di altri prodotti e servizi adattando di conseguenza la sua conformazione ed il suo aspetto esteriore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mentre durante gli anni \u201920 lo stile costruttivo dei distributori di benzina era volto principalmente a ridurre il loro contrasto con il paesaggio urbano, negli anni \u201930 invece le compagnie petrolifere cercarono di enfatizzarne la visibilita\u2019 anche perche\u2019 ormai si erano spostati per lo piu\u2019 in zone periferiche. I tetti divennero a terrazza e l\u2019ufficio centrale fu collegato con le aree per i servizi. Le vetrine divennero grandi e le pareti a stucco o in mattoni furono dipinte con i colori della compagnia per facilitarne una immediata riconoscibilita\u2019. Decorazioni in terra cotta diventarono popolari negli anni \u201930 mentre la porcellana domino\u2019 gli anni \u201940 e \u201950 permettendo decorazioni a colori vivaci molto visibili anche nelle ore notturne grazie all\u2019impiego massiccio di tubi al neon.Infatti molti distributori cominciarono a restare in servizio 24 ore su 24.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019impiego di elementi prefabbricati e la standardizzazione imposta dalle compagnie petrolifere ridussero drasticamente i costi di costruzione e permisero di allestire punti vendita molto rapidamente, eventualmente spostandoli se il luogo non si rivelava sufficientemente proficuo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tutte i componenti furono scelti in modo da ridurre al minimo le esigenze di manutenzione. I materiali originali come legno e acciaio vennero progressivamente sostituiti con materie plastiche che gia\u2019 negli anni \u201960 costituivano la gran parte delle decorazioni esterne delle stazioni di servizio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lungo la Route 66 si ha modo di apprezzare tutta l\u2019evoluzione delle stazioni servizio, dalle classiche decorate in porcellana a Ask Fork e Winslow in Arizona, Chenoa e Calinville in Illinois cosi\u2019 come in New Mexico ed in Texas. Purtroppo in alcuni casi le piastrelle sono state rimosse e l\u2019edificio si trova oggi in cattive condizioni ma ancora in uso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Negli anni \u201950 e \u201960 le compagnie petrolifere imposero una quasi totale omogeneita\u2019 negli stili delle stazioni di servizio per incrementarne ulteriormente la visibilita\u2019 e la riconoscibilita\u2019, solo pochi distributori indipendenti conservarono caratteristiche uniche e specifiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lastrada66.com\/route-66\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Biker00.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-356\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-default\"\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le stazioni di servizio La struttura delle stazioni di servizio lungo la Route 66 si modifico\u2019 negli anni per adattarsi alle diverse esigenze della clientela ed alle strategie di marketing delle compagnie petrolifere. 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