Il deserto in California

Il tratto della Route 66 tra Needles e Barstow attraversa il deserto della California, in particolare il Mojave. Analogamente la Route 95 in tutto il percorso tra Yuma ed il confine con l’ Idaho si trova in una zona desertica.

Vorrei pero’ chiarire cosa si intende per deserto nel continente nord americano, niente a che vedere con le suggestive immagini africane o atmosfere alla Lawrence d’Arabia, cammelli compresi. Se ci si aspetta qualcosa di simile si rimarra’ delusi anche se occasionalmente si incontrano formazioni di dune sabbiose ma sono eccezioni. Qui sotto ve ne do un’immagine ma le vedrete raramente.

L’aspetto e’ invece sassoso e coperto da bassi cespugli che rinverdiscono d’inverno e sembrano secchi d’estate. Oltre i 1.300 mt di altitudine crescono i Joshua Tree che hanno un vago aspetto di albero ma sono invece cactus, da questo deriva il nome che gli hanno affibiato i primi esploratori. Qui di alberi non ne vedrete proprio.

Il ciclo vitale della vegetazione desertica e’ l’opposto della nostra, prospera e si sviluppa dall’autunno inoltrato sino alla primavera per poi fermarsi nella stagione calda e asciutta a tal punto da sembrare morta. Da noi e’ esattamente l’opposto, le piante si fermano nella stazione fredda e vivono in estate.

La caratteristica comune e’ la capacita’ di assorbire acqua quando, raramente, arriva e trattenerla nel loro interno durante la lunga e rovente stagione secca.

Questo e’ il Joshua Tree che raggiunge anche qualche metro di altezza.


E questi alcuni tra i piu’ comuni

L’andamento e’ collinoso con picchi anche oltre i 2.000 mt, rocciosi e completamente brulli. L’aspetto e’ generalmente questo.


Quindi non aspettativi paesaggi africani e nemmeno cammelli, qui ci sono a volte asini abbandonati o fuggiti che sono ritornati allo stato selvatico.

Comunque a proposito di cammelli, anzi dromedari, c’e’ una storia curiosa che vi raccontero’ a suo tempo. C’e’ chi sostiene che lungo la Route 66 compaiano a volte dei cammelli, anzi, fantasmi di cammelli africani, forse non e’ del tutto una delle solite frottole che raccontano gli abitanti agli ingenui viaggiatori.

Forse.

Linus (c) 2011

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Road Runner

Il Road Runner, diventato famoso nei Cartoon, esiste davvero e vive nella zona desertica attraversata dalla Route 95 e compresa tra Yuma al confine col Messico e Needles sulla Route 66. In pratica e’ la parte finale del Colorado prima che entri in Messico ormai ascugato dai coltivatori americani e sfoci, secco, nel Mare di Cotez.

Quel simpatico uccello e’ difficilissimo da vedere, non perche’ sia raro, anzi succede spesso di vederlo attraversare la strada a velocita’ incredibile, un lampo ed e’ sparito.  Ha un colore mimetico con l’ambiente ed e’ piuttosto piccolo per cui quando e’ fermo e’ praticamente invisibile.

E’ un uccello ma ha dimenticato come si fa a volare, cosi’ ha sviluppato una straordinaria velicita’ correndo ed in questo gli autori di Hollywood lo hanno immortalato. Il povero Wile E. Coyote, vittima della sfortuna piu’ nera che possa esistere, non riuscira’ mai a raggiungerlo.

Ma noi ne siamo felici, il Road Runner e’ davvero simpatico, peccato che non si riesca a farlo star fermo. Ma in questo ci assomiglia un po’.

P.S. La foto non e’ mia naturalmente e complimenti al fortunato fotografo che l’ha fatta. Bella la pettinatura, proprio da velocista!

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Area 51 Nevada

Non stiamo parlando della Route 66 bensi’ della Route 95 che costeggia questa zona misteriosa e che ha guadagnato grande fama legata agli sbarchi di extraterresti sulla terra. Non sono esperto di questi fenomeni ma pare che in questa zona super protetta dall’aviazione americana ci siano creature aliene, chi dice ospiti, chi dice prigionieri, vivi o morti non si sa.

E’ stata fatta tanta pubblicita’ su questi temi che diventa difficile distinguere la verita’ dalla fantasia.

Un dato e’ certo, la famigerata “Area 51” si trova in una delle zone desertiche piu’ inaccessibili del Nevada ed e’ evidentemente disabitata, almeno da popolazione civile. Una dato di fatto  e’ che sia  la sede della “Groom Lake Air Force Facility”, la base dell’aviazione americana dove vengono condotte le sperimentazioni sulle nuove armi, quanto meno non convenzionali. E questo spiega perche’ sia protetta e praticamente inaccessibile ai civili e stranieri per giunta.

Il cartello che vedete si trova lungo i bordi esterni, anzi ce ne sono decine di migliaia, il perimetro e’ sorvegliato da aerei e da chissa’ quali diavolerie elettroniche quindi e’ meglio non fare i furbi.

Lungo le pochissime, due, strade di accesso c’e’ invece un convenzionale pattugliamento di militari che bloccano chiunque solo le imbocchi,, sono formali, gentili anche ma molto decisi. Meglio non scherzarci o si finisce in cella per l’identificazione e ci possono anche volere giorni se si arrabbiano.

Questo mi hanno spiegato appena dalla Route 95 ho messo la feccia a destra ed ho svoltato, sono riuscito a percorrere poche decine di metri prima di trovarmi bloccato davanti e dietro l’auto da due Hammer mimetici.  Mi hanno chiesto il “passi”, la ragione per la quale volevo entrare e hanno controllato via radio i miei documenti. Nulla di strano e’ emerso e quindi sono stato fermamente invitato a tornare sulla 95 ed a non cercare piu’ di entrare nella “Groom Lake Facility” che non e’ aperta al pubblico. Testuale.

Comunque, per chi volesse saperne di piu’ e cacciarsi in un mare di guai per nulla, vi do le indicazioni stradali per riuscirci.

La Route 95 costeggia l’area 51 sulla sinistra per una cinquantina di miglia appena dopo Indian Springs, un’ora e mezza a nord di Las Vegas. L’unica via di accesso, non indicata, e’ l’uscita della 95  per la Mercury Hwy, si svolta a destra e dopo poco si viene bloccati.

Un altro percorso invece cerca di aggirare l’Area 51 ad est, si segue la US 93 North e dopo un’oretta di strada si imbocca al 375 North spiritosamente indicata come la “Extraterrestrial Highway” sino al piccolo villaggio di Mercury. Dal centro del paesino parte sulla sinistra una strada che si addentra nella zona proibita. Io non ci ho provato ma anche qui si fa poca strada.

Uno dei militari mi ha detto, non so quanto scherzosamente, che se si ha la sfortuna di non incappare in una ronda e si riesce ad entrare……. allora si che i guai diventano seri.

A parte tutto e’ un viaggio stupendo, il paesaggio dei piu’ selvaggi che ci possano essere, tutto deserto collinoso coperto da bassi cespugli, verdi d’inverno e secchi d’estate. Forse Marte e’ cosi’ visto che i marziani hanno scelto di atterrarci.

Ci sono mille modi di combinare guai a casa nostra, e’ inutile cercarne anche fuori.

Linus (c) 2011


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