Trasporto moto dall’Italia

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Portarsi il mezzo dall’Italia

Premesso che tutto si puo’ fare e anche ammesso che qualcuno l’abbia fatto, se volete trasformare due settimane di vacanza in tre-quattro mesi di inferno, questa e’ la strada sicura.  Fate voi.

In effetti c’era e forse c’e’ ancora una societa’ tedesca che si occupa di questo ma con costi e disagi indescrivibili.

Se volete fare per conto vostro, la moto deve essere preparata al trasporto via container (vuotata di olio e carburante, imballata a norma ecc.) e consegnata almeno quattro settimane prima al corriere compilando tuti i moduli per l’importazione temporanea negli USA…..insomma un casino da paura e costi alle stelle.

Naturalmente arrivera’ in un magazzino e ci vorra’ tempo per recuperarla e rimetterla in strada, considerate almeno una settimana in piu’ a Chicago ed una a Los Angeles per la spedizione indietro. Recupererete il vostro amato cavallo d’acciaio almeno un mese dopo, salvo impicci doganali. I costi non sarebbero bassi in ogni caso…… per i masochisti e’ un’occasione da non perdere.

Non trascurate il fatto che le assicurazioni europee non includono gli USA nella “Carta verde” quindi bisognera’ fare l’assicurazione e sperare di non avere guasti perche’ la garanzia……non si sa.

La ditta tedesca invece ve la spedisce in aereo come “bagaglio appresso” e si occupa delle formalita’ doganali e di magazzinaggio, se non siete deboli di cuore chiedete pure i costi, io non ne rispondo. La moto va consegnata in Germania e ritirata sempre oltralpe un mesetto dopo il vostro rientro. Se per voi questa e’ una vacanza, fate pure.

La cosa potrebbe avere vagamente un senso se fatta da personale esperto di spedizioni internazionali e per conto di un gruppo numeroso di Bikers ma diversamente e’ follia pura.

Ma di quella brutta, non bella come piace a noi! La follia intendo.

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Commenti

Trasporto moto dall’Italia — 4 commenti

  1. Capisco Giuseppe il tuo entusiasmo e non vorrei proprio spegnertelo ma portare un mezzo in America e metterlo in strada non e’ uno scherzo. Tutto si puo’ fare ed e’ stato fatto ma non sottovalutare le problematiche che dovrai affrontare.
    E’ evidente che chi ha scritto quel libro non aveva alcun interesse a raccontare dettagli organizzativi e magari sono stati supportati da una organizzazione (moto club o altro) e nemmeno le hanno viste.
    Io ho organizzato il viaggio in Hand Bike di Nornerto, un disabile di Parma e ci sono voluti 4 mesi per organizzare tutto e ti garantisco in modo non facile e non economico. pero’ non ho annoiato i lettori con questi aspetti.
    Vorrei sbagliarmi ma comunque vedi di informarti magari al Consolato USA di Milano o Roma. Vorrei che mi smentissi….davvero.
    Linus

  2. Ma è davvero così complicato? Ma allora quei ragazzi che hanno fatto la 66 con la loro mitica vespa 50, come hanno fatto? Ho anche letto il loro libro che hanno pubblicato… Non c’è traccia di tutto questo… Uffa io voglio portarmi la mia mitica PX125 del 1982!

  3. BEH, se avevo minimamente pensato di portare la nostra moto con noi dall’ Italia, ora sono completamente convinta che sarebbe un grave errore…avevo sentito già dire che non sarebbe stato per niente semplice, ma fino a questo punto proprio non immaginavo..

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